Questo è il caso in oggetto. L’argomento è la responsabilità dei proprietari di una abitazione o di una qualsiasi unità immobiliare, quando incaricano un professionista (ad esempio un antennista, un lattoniere, un montatore di fotovoltaico, ecc.) ad eseguire dei lavori sul tetto del proprio immobile.

Il caso di discussione è emerso durante l’ultimo corso sui Sistemi linee vita e lavori in quota. Infatti non tutti i presenti erano a conoscenza del fatto che la mancanza di un cosiddetto SISTEMA LINEA VITA sulla sommità di un qualsiasi edificio che possa essere oggetto di interventi sulla sua copertura,  da parte di uno o più lavoratori, per opere di manutenzioni ordinarie o straordinarie, impone una responsabilità specifica sul proprietario dell’edificio.

Architetti, ingegneri, geometri, impresari edili, professionisti, ecc. spesso si trovano a contrastare i proprietari/committenti restii ad installare SISTEMI LINEE VITA per questioni economiche ed estetiche. Spesso i proprietari/committenti non sanno che se mandano qualcuno sul loro tetto, sono loro i responsabili dell’incolumità degli stessi. Se una lavoratore cade e non erano stati installati gli adeguati sistemi di ancoraggio per poter lavorare in sicurezza, la responsabilità cade sul proprietario. Ormai numerose sono le sentenze del Corte di Cassazione sull’argomento (n. 42465 1 dicembre 2010; n. 44131 2 novembre 2015; n. 50967 08 novembre 2017),  che si è dovuta esprimere sui vari casi accorsi (vedesi allegati) . Vale la pena rischiare una condanna penale? A voi la riflessione. La sicurezza non è un costo ma un investimento sulla VITA.

vedi articolo del IL SOLE 24 ORE
vedi articolo del IL GAZZETTINO