Ci viene spesso richiesto che tipo di segnaletica usare quando si allestisce un cantiere stradale. La domanda spesso arriva da chi deve allestire il cantiere sulla strada quando chi vigila (Polizia municipale, tecnico del comune, ecc.) gli ha imposto di segnalare il cantiere.

Pochi sanno che c’è un obbligo formativo (corsi di formazione) per chi lavora sulle strade che dovrebbe sopperire a tali mancanze di informazione ma che spesso viene disatteso.

Esiste un DISCIPLINARE DI ATTUAZIONE DEL CODICE DELLA STRADA il DECRETO 10 luglio 2002 che ci viene in aiuto nel predisporre CORRETTAMENTE un cantiere stradale. All’interno di esso ci sono gli schemi segnaletici, differenziati per categoria di strada, da adottare per il segnalamento temporaneo divisi per tipologia di cantiere e tipologia di strada.

rcd-esempio-tavola-segnaleticaInnanzitutto vediamo come vengono identificate e divise le strade?

  • A – Autostrade;

  • B – Strade extraurbane principali;

  • C – Strade extraurbane secondarie;

  • D – Strade urbane di scorrimento;

  • E – Strade urbane di quartiere;

  • F – Strade locali;

  • F-bis. Itinerari ciclopedonali.

Per ognuna di esse il Disciplinare prevede una serie di tavole/schemi per il posizionamento della segnaletica in ogni situazione di cantiere.

Per farlo le raggruppa gli schemi segnaletici temporanei differenziati per tipo di strada, quindi all’interno di esso esistono 3 sezioni di tavole:

  • Strade tipo A, B e D (Tav. 1a – 59)

  • Strade tipo C ed F extraurbane (Tav. 60 – 71)

  • Strade tipo E ed F urbane (Tav. 72 – 87)

Ovviamente non potendo prevedere proprio tutte le situazioni, nel caso si applicherà la tavola che più si avvicina al caso specifico. In un prossimo articolo vedremo nello specifico queste 3 diversi sezioni e ne pubblicheremo delle versioni scaricabili in pdf.

Oltre che per i segnali il DL 22/01/2019 fa il punto anche su come deve essere vestito il lavoratore che opera sulle strade con traffico veicolare infatti all’ Art. 4 intitolato (Dispositivi di protezione individuale) specifica il tipo di abbigliamento da utilizzare.

art.1. Fermi restando gli obblighi di formazione e addestramento, i datori di lavoro mettono a disposizione dei lavoratori dispositivi di protezione individuale conformi alle previsioni di cui al Titolo III del decreto legislativo n. 81 del 2008. Gli indumenti ad alta visibilità devono rispondere a quanto previsto dal decreto legislativo 4 dicembre 1992 n. 475, dal decreto del Ministro dei lavori pubblici del 9 giugno 1995, dal decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 10, e dalla norma UNI EN ISO 20471. Tali indumenti devono essere di classe 3 per tutte le attività lavorative eseguite su strade di categoria A, B, C, e D e almeno di classe 2 per le attività lavorative eseguite su strade di categoria E ed F urbane ed extraurbane, secondo la classificazione di cui all’articolo 2, comma 3, del Codice della strada. Non sono più ammessi indumenti ad alta visibilità di classe 1.” (leggi anche qui )