Non siamo degli economisti e neppure dei virologi e una cosa solo conosciamo: il mercato in cui tutti i giorni operiamo. Conosciamo bene la logistica del nostro settore commerciale e conosciamo bene le dinamiche dei flussi dei prodotti che trattiamo, questo ci porta a fare delle considerazioni sui problemi che questa situazione di emmergenza sanitaria, derivante dal dilagare in Europa del Coronavirus, sta causando oggi e causerà nel prossimo futuro.

Commercialmente parlando, questa è l’occasione giusta per far capire a tutti noi, quanto siamo legati ai prodotti cinesi che spesso, anche inconsapevolmente, entrano nella nostre vite e nel nostro vivere quotidiano. Si perché in realtà, fino ad oggi non abbiamo ancora sentito la mancanza dei prodotti provenienti dalla Cina. Solo in alcuni casi abbiamo accusato il colpo, per esempio per la mancanza sul mercato delle mascherine che per ironia della sorte ci dovrebbero proteggere dal virus proveniente dalla Cina e che per la stragrande maggioranza sono prodotte proprio in Cina.

Ciò che in realtà preoccupa il mercato ed il commercio, è il fatto che questo blocco generale non si sente a breve ma sul medio-lungo periodo. Non tutti sanno che, c’è un lasso di tempo che distanzia l’Europa dalla Cina che è di circa due/tre mesi. Per dirla in parole povere: se succede che la produzione in Cina, di alcuni prodotti, si ferma (così come è successo), noi in Europa ce ne accorgiamo dopo due/tre mesi. Questo buco temporale è il tempo che impiegano i prodotti cinesi ad arrivare sul nostro mercato europeo, viaggiando nei container su una nave. Se poi aggiungiamo che sono stati intensificati i controlli delle merci in entrata, che ovviamente rallentano lo sdoganamento dei container, ecco che si potranno aggiungere altre settimane di ritardo rispetto agli arrivi regolari.

Questa serie di considerazioni ci porta a pensare che ci sarà nel periodo maggio-giugno una forte criticità di disponibilità su alcuni prodotti.

Importante sarà a questo punto, per quanto ci riguarda, valutare il peso che le aziende danno, all’interno della loro proposta, ai prodotti asiatici. Alcune ricadute le potranno avere anche quelle aziende che tradizionalmente portano avanti una produzione Made in Italy, perché anche loro per certe cose (piccola componentistica, cablaggi elettrici, ….) sono legate ai prodotti cinesi.

Sarà sicuramente interessante vedere, prima di tutto quanto sono esposte certe aziende verso i prodotti cinesi ma soprattutto come reagiranno a questa emmergenza.